Lavorare in Thailandia è difficile ma non impossibile. Ma prima di vedere quali sono i possibili visti e quale è la legge bisogna considerare un aspetto fondamentale che viene trascurato moltissimo: Vivere in Thailandia. Lo so, quando si arriva nella Terra dei sorrisi per vacanza tutto è bellissimo, la gente è sorridente il clima è favoloso ed il cibo è super! Ergo, mi ci trasferisco subito, apro un bar sulla spiaggia e vivo di sole e sorrisi e chi mi ammazza a me! Bè la realtà è molto diversa e qui vi spiego il motivo.

isola di Phuket

Vivere in Thailandia l’illusione della perfezione.

Ricevo continuamente mail di gente che vuole venire a lavorare in Thailandia, anche molto convinta, gente che vuole lasciare l’Italia a causa delle troppe tasse e problematiche varie. Ma quando chiedo se hanno mai visitato un paese Asiatico oppure se hanno idea di come ci si viva, la risposta è quasi sempre negativa oppure molto confusa. Quello che le persone percepiscono è la semplicità della vita: Il mare, le spiagge, i drink al tramonto e vita natural durante con le infradito, insomma una vera pacchia. Ma la realtà è ben diversa. Quando vivi in Thailandia e ti metti a confronto la popolazione locale ti rendi subito conto che esistono delle differenze abissali e che se non sei più che equilibrato rischi di fare una strage. Giuro! La maggior parte degli Expat che ho visto arrivare con grande enfasi e grandi progetti se ne sono andati poco dopo con la coda tra le gambe, pochi sono rimasti ed hanno costruito qualcosa di concreto.

Lavorare in Thailandia ma è cosi facile come vogliono far credere?

C’è anche un’altro aspetto per me preoccupante. On line esistono articoli, libri (addirittura) che parlano della facilità con cui in Thailandia si trova lavoro, che basta recarsi in un ristorante o in un bar chiedere e taac assunzione immediata. Sfortunatamente non è così o perlomeno non lo è più. “ Un mio amico fa il manovale in un’ isoletta vicino Krabi e per lui è stata una passeggiata, non è come dici tu” una volta mi hanno detto, durante una discussione sul problema lavorativo in Thailandia “ e lo fa tranquillamente e nessuno gli dice niente”. Si lavora fino a quando fa comodo, poi un bel giorno qualcuno gli scatta una bella foto, per N motivi, la invia alla polizia e del tizio che lavora è finita. Multa con annesso calcio nel sedere fuori dal Paese definitivo.Quindi no, non si può!

I lavori vietati, cosa possiamo fare noi farang

Noi Farang, cioè noi stranieri non possiamo fare tutto quello che ci viene in mente di fare. Per esempio non possiamo arrivare in Thailandia e fare gli artigiani, cioè non possiamo farlo direttamente, mi spiego meglio. Se nel nostro Paese facciamo dei lavori artigianali tipo: ceramista, parrucchiera, orafa o comunque lavori che hanno anche fare con la manualità non possIamo arrivare in Thailandia aprire uno studio e vendere direttamente. Quello che dovremmo fare è: aprire una company( iscrizioni varie tasse ecc ecc) assumere del personale, minimo 4 e farli produrre, noi non possiamo toccare la materia prima e metterci a lavorare. Il nostro ruolo in tutto questo è insegnare a loro il nostro lavoro, dirigerli e farli lavorare. Considerate anche che non possiamo riscuotere, cioè non possiamo toccare i soldi. Quindi potete capire che le cose non sono così facili come vengono descritte.

 

Parrucchiera

Di seguito vi riporto 39 lavori che non sono consentiti agli stranieri, Probabilmente ce ne sono altri non mi stupirei se non ci fossero tutti, vista la velocità con cui cambiano le leggi.

Fonte: thai law

  1. Lavoro manuale
  2. Lavorare in agricoltura zootecnia silvicoltura o pesca, esclusi i lavori specializzati in ogni particolare ramo o supervisione dell’azienda agricola
  3. Muratura,
  4. carpenteria o altri lavori di costruzione
  5. Intaglio del legno
  6. Guida di veicoli a propulsione meccanica trasportati
  7. guida di veicoli a propulsione non meccanica, escluso il pilotaggio internazionale di aeromobili
  8. Partecipazione al negozio vendita all’asta
  9. Supervisionare, sottoporre a revisione o prestare servizi di contabilità, escluso il controllo interno in determinate occasioni
  10. Taglio o lucidatura di gioielli
  11. Taglio di capelli, parrucchiere o trattamenti di bellezza
  12. Tessitura a mano
  13. Tessitura di materassi
  14.  fabbricazione di prodotti da canne, rattan, canapa, paglia o pellicce di bambù
  15. Realizzazione a mano di carta
  16. Fabbricazione di articoli di lacca
  17. Realizzazione di strumenti musicali tailandesi
  18. Creazione di articoli Niello
  19. Realizzazione di prodotti in lega d’oro, argento o oro-rame
  20. Fabbricazione di articoli in bronzo
  21. Realizzazione di bambole tailandesi
  22. Realizzazione di materasso o coperta trapunta
  23. Fabbricazione ciotole Buddiste
  24.  Realizzazione a mano di prodotti in seta
  25. intaglio di immagini di Buddha
  26. Realizzazione di carta di ombrello
  27. Realizzazione di stoffa per  produzione di calzature
  28. Fabbricazione di cappelli
  29. Intermediazione o agenzia esclusa l’intermediazione o l’agenzia nel commercio internazionale
  30. Lavori di ingegneria nel ramo dell’ingegneria civile riguardanti la progettazione e il calcolo, l’organizzazione, la ricerca, la pianificazione, i test, la supervisione della costruzione o la consulenza esclusi i lavori specializzati
  31. Lavori di architettura riguardanti la progettazione, il disegno di un piano, la stima, la direzione della costruzione o la consulenza Fabbricazione di indumenti
  32. Fabbricazione di articoli in ceramica o ceramica
  33. Fabbricazione di sigarette a mano
  34. Guida o conduzione di visite guidate
  35. Vendita ambulante
  36. Digitare manualmente l’impostazione dei caratteri tailandesi
  37. Disegnare e torcere il filo di seta a mano
  38. Lavoro d’ufficio o di segreteria
  39. Servizi legali o legali

 

lavorare in Thailandia


Che cosa serve per lavorare in Thailandia

Per lavorare in Thailandia, prima di tutto serve parlare un buon inglese, essere super preparati nel proprio lavoro e soprattutto sapersi adattare a quelle che sono le caratteristiche Thailandesi.

Per lavorare in Thailandia c’è bisogno di un permesso di lavoro ed un visto specifico. Prima di lavorare o di aprire un esercizio bisogna essere in possesso di un visto Non immigrant, questo vale sia se si viene assunti da una compagnia sia se si vuole aprire un proprio business. Qui ci sono tutte le categorie di Visto Non immigranti e la spiegazione 

Quali sono i visti non Immigrant ed a chi sono rivolti

Non Immigrant B – Business Visa-

Stranieri che desiderano lavorare, condurre affari o intraprendere attività di investimento in Tailandia. Quello più gettonato

Non Immigrant M – Mass media e comunicazione –

Questo tipo di visto viene rilasciato ai candidati che desiderano entrare nel Regno per lavorare come produttori cinematografici, giornalisti o reporter.

Non immigrant F il visto dei compiti ufficiali

Questo tipo di visto è rilasciato ai titolari di un passaporto ordinario e ai familiari che desiderano entrare nel Regno per svolgere compiti ufficiali per agenzie governative / ambasciate e consolati / organizzazioni internazionali / imprese statali in Tailandia.

A quali categorie è rivolto il Non immigrant O

  • Per chi deve svolgere compiti per l’impresa statale o le organizzazioni di assistenza sociale
  • Rimanere in Tailandia dopo il pensionamento 
  • Una persona  thailandese ce ha cambiato nazionalità ma  che desiderava visitare parenti o tornare a vivere in Thailandia
  • Essere un allenatore sportivo come richiesto dal governo tailandese
  • Essere un concorrente o un testimone per il processo giudiziario

Nb: Quando si viene assunti è la compagnia che si prende in carico il costo de visti (a meno che non ci siano delle particolari ragioni tra le parti). Per assumere uno straniero una società deve avere minimo 2000 000 di thb di capitale ( società con un solo straniero) e riconoscere al lavoratore minimo 60’000 Thb mensili ( che al cambio attuale sono circa 1500 euro) inoltre per ogni straniero che viene assunto devono essere assunti anche 4 lavoratori Thailandesi, ecco perchè eccelleere nel proprio lavoro è importante in quanto l’investimento nell’ assumere da parte delle aziende è piuttosto alto.

Come si lavora in Thailandia, quali difficoltà si incontrano. Ce lo raccontano Giulia, Claudia e Virginia

Ho fatto delle domande (le stesse) a tre ragazze che come me vivono e lavorano in Thailandia. Tre Ragazze in gamba che spiegano che in Thailandia è possibile lavorare con le proprie passioni ed in ambiti molto differenti, ma bisogna essere bravi e determinati. Qui non regala niente nessuno.

Lavorare in Thailandia

 

Giuia vive e lavora a Phuket  con un noto Tour Operator che si occupa di Tour giornalieri tra le più belle isole intorno alla perla delle Andamane . L’ ho conosciuta personalmente durante un’ escursione in Barca dove mi avevano invitata per fare un’ispezione è stato grande lo stupore quando mi sono resa conto che la seguivo su You tube, dove lei racconta Phuket e la sua vita. È molto appassionata del sue lavoro e si vede. È inoltre molto attiva suoi canali social: Facebook e Instagram 

Ciao Giulia come stai? Come stai passando questa quarantena? 

Ciao Marta!

Qui va tutto bene, grazie! Sono anche io qui a Phuket, passo le giornate anche io a casa assieme a mio marito. Mentalmente sto affrontando la quarantena alla grande ma fisicamente mi sento particolarmente debole. Sento il bisogno del mare e della natura!
Come mai hai deciso di venire a lavorare in Thailandia? 
Durante un viaggio a Phuket nel 2016 ho fatto un tour in barca che mi ha cambiato la vita. Mi ha talmente entusiasmato e coinvolto che mi ha fatto pensare che volevo fare quello tutti i giorni.
Ho mollato una carriera di 11 anni in aviazione che ormai mi aveva stancata per inseguire questo sogno.
Oggi lavoro per la società con cui avevo fatto quel tour 4 anni fa.
Di cosa ti occupi a Phuket ? 
Non avendo un nome specifico per il mio lavoro, preferisco chiamarmi digital creative.
In pratica lavoro per questa società che fa escursioni in barca in giro per le isole e mi occupo di tutto quello che è l’immagine online dell’azienda:
sono io che ho creato e gestisco il sito web, la SEO, i social media, i video, le foto e tutta la grafica, compresa quella stampata come per esempio le brochure.
Inoltre ho una conoscenza profonda di tutte le isole qui intorno a Phuket e dei tours che si fanno, pertanto attraverso i miei social media aiuto anche i viaggiatori italiani a scegliere la giusta escursione.
Quali sono le difficoltà maggiori nel lavorare con i Thai? 
I thailandesi sono fantastici nel voler avere sempre un po’ di sano sanuk (divertimento) durante lo svolgimento delle loro attività lavorative e in generale io non ho grosse difficoltà a lavorare con loro, ma possono rivelarsi anche infantili o ingenui nelle loro scelte: a volte può essere difficile “farli ragionare” perché per loro “perdere la faccia” è un fattore enorme da considerare, quindi se combinano un errore anziché portarlo all’attenzione per risolvere un problema, magari preferiscono far finta di niente per evitare il confronto.
Un’altra cosa difficile è parlare il loro inglese. Ho dovuto cambiare la mia pronuncia per farmi capire correttamente da loro. Dico sempre che con i thai io parlo il Thinglish.
È stato difficile trovare lavoro? 
Devo essere onesta, per me no.
Ma il motivo è che, oltre a un pò di fortuna, ho maturato negli anni delle skills che oggi servono a tantissime società.
Penso che per chi come me abbia delle capacità nel mondo digital abbia la strada spianata in tutto il mondo e la cosa più bella è che queste abilità oggi si possono imparare online e si possono sempre migliorare nel tempo.
Ho sempre creduto che investire su me stessa (sulle mie capacità) fosse il migliore investimento che potessi fare per arrivare qui.
Che tipo di visto hai? 
Ho un visto Non immigrant B dove c’è applicata un’estensione per motivi di lavoro che dura un anno ed è rinnovabile.
Lavorare in Thailandia squadra di nuoto artistico
Claudia vive e lavora a Bangkok ed è l’allenatrice della squadra nazionale Thailandese di nuoto sincronizzato. Una ragazza pimpante e super determinata. L’ ho conosciuta su instagram e poi l’ho incontrata un giorno  Bangkok dove abbiamo chiacchierato un sacco mangiato dolci e cercato paillettes per costumi delle atlete. Qui ci spiega un bel po di cosette legate al mondo sportivo e alle difficoltà che ha riscontrato. Potete seguirla anche sul suo Instagram

Ciao Claudia  come stai?

Tutto bene grazie mille

 

Come stai passando questa quarantena? 

Principalmente in casa anche se la situazione a Bangkok devo dire che è abbasta tranquilla, alleno in conference call durante il pomeriggio, quindi stessi orari di lavoro.

 

 Come mai hai deciso di venire a lavorare in Thailandia? 

In realtà io sono stata contattata mentre ero in Italia e stavo passando un periodo lavorativo non bellissimo(cambio di gestione del nostro impianto sportivo con incertezza di lavoro per la stagione successiva!)

Mi ha contattato un ragazzo Italiano che lavorava già qui e quando mi hanno offerto 2 mesi di contratto mi sono detta:”sai che c’è…io mi butto e vado!”

 Di cosa ti occupi a Bangkok 

Sono l’head Coach della nazionale Thailandese di nuoto Artistico (nuoto sincronizzato

 

Quali sono le difficoltà maggiori nel lavorare con i Thai? 
Beh da dove cominciare  la lingua è comunque un problema,non con gli atleti che sono giovani e parlano l’inglese ma con la dirigenza della Federazione Thai di nuoto.
Poi la lentezza che a volte mi disarma,fanno tutto all’ultimo momento sembra che il loro motto sia “non fare oggi cioè che puoi rimandare a domani” per un Italiano è snervante!!
Ultima chicca diciamo che essere donna non aiuta troppo quando devo discutere con i miei Boss (che sono persone oltre i 60 anni!)
Devo sempre incazzarmi e far la voce grossa per essere rispettata!
Però devo dire che una volta che sei riuscito a farti capire e a fargli capire che vuoi lavorare per far crescere la loro nazione e che vuoi io meglio per loro sono disposti ad aiutarti ed investire nel futuro.

 È stato difficile trovare lavoro? 

Per me no,come ti dicevo sono arrivata dall’Italia già con un contratto di 3 mesi e il primo giorno di lavoro quando mi sono presentata in ufficio per conoscere tutti mi è stato offerto un contratto annuale. Adesso abbiamo trattato ed ho un contratto di 2 anni rinnovabile

Che tipo di visto hai? 
Visto non O lavorativo annuale
I ragazzi del +39 pizzeria al taglio Kata
Virginia e Jack, lei sfornatrice di pizze e surfer pro ( quando non la trovate davanti al forno è in mare ad inseguire le onde) lui intrattenitore e chimico ( la ricetta segreta dell’impasto è la sua) due ragazzi che con grande impegno e determinazione hanno aperto uno dei posti piu’ gettonati di Phuket.

“Quando siamo partiti con l’idea di aprire qualcosa di nostro abbiamo sognato in grande…. la nostra idea era quella di fare franchising. Per questo abbiamo registrato il nostro marchio e abbiamo strutturato il nostro laboratorio in modo da poter rifornire piu’ punti vendita. Grazie all’esperienza acquisita in questi anni oggi saremmo in grado di replicare il +39 ed affiancare chi volesse investire in un progetto gia’ avviato e in continua crescita.

Avete voglia di cambiare vita, Quindi fatevi sotto, contattateli!

Ciao Virginia come stai? Ciao Marta, benissimo grazie.

Come hai Passato la quarantena?Perche’ c’e’ stata la quarantena a Phuket?A parte gli scherzi, qui siamo stati davvero fortunati… non ci hanno mai impedito di uscire di casa o di fare attivita’ fisica all’aperto. E’ andata meglio rispetto a tanti altri Stati .

Come mai hai deciso di venire a lavorare in Thailandia? Perche’ la conoscevo gia’. In Thailandia ci sono venuta la prima volta nel 2007 e ci sono tornata quasi tutti gli anni per almeno un mese all’anno…. poi ad Ottobre 2015 ho deciso di comprare il biglietto di sola andata per Phuket e mi sono trasferita definitivamente a Gennaio 2016.

Di cosa ti occupi a Phuket? Ho aperto una pizzeria al taglio (la prima e per ora anche l’unica) insieme al mio compagno… +39 italian street food a Kata Beach.

Quali sono le difficolta’  maggiori nel lavorare con i Thai? Bella domanda… dunque per prima cosa quando apri le porte del tuo locale alla mattina non sai mai se verranno a lavorare. Ci e’ capitato spesso di ritrovarci da soli perche’ non si presentano e non ti avvisano. L’altra grossa difficolta’ e’ la comunicazione.. nel nostro lavoro e’ difficile trovare persone che parlino un buon inglese, quasi sempre chi parla almeno una lingua straniera viene assunto da alberghi,attivita’ turistiche o all’interno di centri commerciali… quindi la maggior parte della comunicazione (dato che non parlo thailandese ) avviene a gesti.

Altra cosa, sono molto permalosi. Bisogna stare molto attenti ai modi ed ai toni con i quali gli si dice qualcosa…se sbagli un tono o iniziano a piangere (e questo capita soprattutto se sono donne) o si tolgono il grembiule e se ne vanno senza dirti niente. Per contro pero’ se capisci come entrarci in sintonia diventano una seconda famiglia, noi abbiamo le nostre 4 Charlies Angels che sono con noi da 3 anni e sono meravigliose anche se piene di difetti .

E’ stato difficile trovare lavoro? Noi prima di aprire la nostra attivita’ ci siamo “guardati intorno” per un anno circa. Siamo partiti dall’italia con l’idea di creare qualcosa di nostro ma prima di investire abbiamo cercato di studiare bene le zone, cosa c’era, cosa funzionava e in che direzione andava il turismo di Phuket. Siamo poi finiti sull’idea della pizzeria al taglio perche’ non c’era, e’ un prodotto che mangi a qualsiasi ora del giorno, all’estero e’ ancora poco conosciuto e infine e’ un prodotto “da strada”che ci permette di mantenere un profilo super friendly con chiunque entri al +39.

Che tipo di visto hai? Non Immigrant B annuale. Ero partita con l’annuale con obbligo di uscita ogni 3 mesi ma poi ho cambiato in annuale senza obbligo di uscita perche’ con l’aumentare del lavoro diventava un po’ difficile assentarmi.

 

 

 

Perche¨ ho scelto di Vivere e Lavorare in Thailandia.

Personalmente ho deciso di venire a viverein Thailandia perche¨ non avevo voglia dell’ Italia, non che io non ami il mio Paese, anzi. Ma ero stufa. Ho avuto la grande fortuna di trovare lavoro come manager di un Resort, lavoro che ho sempre svolto e questo mi ha permesso di entrare sempre di più nella cultura di questo Paese, capirlo per quanto si possa, delle volte maledirlo. Ma sono io quella che ha scelto di vivere e lavorare qui e ne sono felice, nonostante tante problematiche che riscontro giornalmente. Quello che più mi piace, quello che più mi spinge a vivere nella Terra dei Sorrisi con una figlia di 7 anni che qui,¨ ancora la possibilità  di sognare.

 

 

 

 

 

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